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La voce della natura e il labirinto della memoria
Dopo aver frequentato la Scuola Cova d'arredamento e la Scuola Superiore d'arte applicata del Castello Sforzesco di Milano; dopo la collaborazione con il maestro Vincenzo Frunzo e l'incontro con le filosofie orientali tramite il maestro Akira Tatsumura, decide di immergersi nella natura allontanandosi da Milano, andando a vivere nelle immediate vicinanze di Urbino. Si concentra nello studio dell'argilla ed entra in una nuova dimensione di vita e di lavoro.
Nel 2000, presso i laboratori della “Corte della Miniera” di Egiziano Piersantini, incontra Roberto Aiudi, esperto ceramista che la introduce ai segreti dell'arte della ceramica. E' grazie agli spazi magici dell'urbinate e all'accoglienza della “Corte della Miniera”, che può coltivare la sua rinata passione per la foggiatura dell'argilla. Sperimenta piatti, vasi, lampade, semplici complementi d'arredo, per poi trovare nella scultura la sua espressione più profonda, ispirata dal cammino interiore che la caratterizza. A seguito dell'incontro con Il Centro Internazionale di Meditazione Cristiana e il percorso “dell'immersione nel sé” alla luce di uno spirito “in ricerca”, prendono corpo le sue opere che, da semplici visioni interiori si fanno materia.
Con l'Associazione L'Arte in Arte inizia ad esporre le sue opere ceramiche, testimoniando, entro i limiti della storia espressa nelle sue creazioni, ciò che crede fermamente sia la funzione dell'Arte: “Apertura di vie verso la bellezza futura, simile in questo all'altro facitore di ponti, l'Amore” (Solov'ëv : “Sulla bellezza della natura, nell'arte e nell'uomo”). Ricerca della bellezza espressa attraverso la materia che si fa corpo vivo.
Durante l’inverno studia percorsi didattici nelle scuole materne della Valle del Tidone, sulle colline piacentine, e in seguito nell’urbinate, portando la sua esperienza creativa con materia, forma, colore, attraverso il metodo Munari. Una nuova sfida con se stessa nello stimolare la creatività dei bambini, lasciandoli liberi di trovare la propria “camera interiore”, nella quale potersi soffermare cogliendo le personali intuizioni e visioni:
Ritornare bambini con i bambini, ritornare all'Anima semplice che, come diceva Margherita Porete nel dialogo tra Anima e Amore ne “Le mireur des simples ames”: … nuota nel mare della gioia, nel mare delle delizie che sgorgano e scorrono dalla divinità e non sente nessuna gioia perché lei stessa è gioia e nuota e scorre in gioia senza sentirla, perché lei permane nella gioia e la gioia in lei….
Attualmente vive e lavora tra Milano, le colline dell’urbinate e quelle del piacentino.
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